Concentrati di cannabis: cos'è il dab, wax, shatter e dab rig
A cura della redazione Golden HighAggiornato il 30 ottobre 202610 min di lettura
Estrazioni
I concentrati di cannabis sono estratti che isolano la resina della pianta e ne concentrano i cannabinoidi: wax, shatter, budder, live resin o rosin. Il dab è una piccola dose di concentrato vaporizzata su una superficie rovente, di solito con un dab rig. In Italia la Relazione al Parlamento 2025 segnala estratti sequestrati oltre il 95% di THC. Ecco come si riconoscono, cosa dicono gli studi sui rischi e cosa prevede la legge italiana.
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Concentrati di cannabis: la resina senza la pianta.
Un fiore di cannabis è fatto per lo più di materia vegetale. I cannabinoidi e i terpeni si trovano soprattutto nei tricomi, le minuscole ghiandole resinose che ricoprono le infiorescenze. Un concentrato è il risultato di un'operazione semplice nel principio: separare quella resina dal resto e tenerne solo la parte attiva.
Esistono due grandi famiglie. Gli estratti con solvente, ottenuti con idrocarburi come butano o propano, a volte con CO2: è il mondo del BHO (butane hash oil), da cui derivano wax, shatter e budder. E gli estratti solventless, ottenuti solo con acqua, setacci, calore o pressione: hashish all'acqua ghiacciata, dry sift, rosin. L'hashish tradizionale è, in fondo, il concentrato più antico; lo spieghiamo in cos'è l'hashish.
- Cosa cambia rispetto al fiore: la quantità di cannabinoidi per grammo, molto più alta.
- Come si consumano: soprattutto vaporizzati, con un dab rig, un e-rig o una penna.
- Il nome: descrive la consistenza o il metodo, non una qualità garantita.
- In Italia: se contengono THC sono stupefacenti, e dal 2025 l'art. 18 vieta anche estratti e resine di infiorescenze di canapa.
Le parole
Dab, dabbing, dab rig: di cosa parliamo.
Su Google.it la parola «dab» porta soprattutto alla radio digitale DAB o a un marchio di pompe idrauliche. Nel gergo della cannabis, invece, un dab è una piccola dose di concentrato, e il dabbing è il gesto di vaporizzarla appoggiandola su una superficie molto calda per inalarne il vapore. Un editoriale pubblicato su Cureus nel 2017 lo definisce proprio così: un concentrato di cannabis volatilizzato a contatto con una piattaforma rovente.
Il dab rig
Una pipa ad acqua in vetro, più piccola di un bong, con al posto del braciere un «chiodo» (nail o banger) in quarzo, titanio o ceramica che viene scaldato. Il vapore passa nell'acqua prima di essere inalato.
L'e-rig e la dab pen
Versioni elettriche: la resistenza scalda il chiodo o la camera a una temperatura impostata, senza fiamma. La dab pen è il formato tascabile. Il principio resta quello di vaporizzare un concentrato.
Dab rig e bong si somigliano, ma non servono alla stessa cosa: il bong brucia materia vegetale in un braciere, il dab rig vaporizza un concentrato su una superficie calda. Accessori a parte, il prodotto resta quello che conta.
I tipi di concentrato
Wax, shatter, live resin, rosin: come distinguerli.
I nomi dei concentrati descrivono soprattutto una consistenza e un metodo di estrazione. Le definizioni qui sotto riprendono quelle della rivista di settore Cannabis Tech; la Relazione al Parlamento 2025 conferma che anche sul mercato italiano circolano «gel pastosi ambrati o marroni» noti come shatter o BHO.
| Nome | Aspetto | Metodo |
|---|---|---|
| Shatter | Lastra traslucida, da caramella mou a vetro fragile | Solvente (butano, a volte CO2) |
| Wax | Morbido, da glassa a cera appiccicosa | Solvente, consistenza decisa a fine lavorazione |
| Budder | Cremoso, montato | Solvente |
| Live resin | Variabile, molto aromatica | Solvente, da pianta fresca congelata |
| Rosin | Ambrato, appiccicoso | Senza solvente: calore e pressione |
La live resin si distingue per la materia prima: piante fresche congelate subito dopo il raccolto anziché fiori essiccati, per conservare più terpeni. Il rosin è l'unico della tabella senza solvente; gli abbiamo dedicato una guida completa, cos'è il rosin. Le estrazioni all'acqua, come il frozen hash, appartengono alla stessa famiglia solventless.
- «Più è chiaro, più è puro»: il colore dipende anche dalla materia prima e dalla lavorazione, non è una misura della percentuale.
- «Shatter e wax sono prodotti diversi»: spesso è lo stesso tipo di estratto, con una consistenza diversa.
- «Senza solvente vuol dire leggero»: un rosin al THC resta un concentrato molto carico.
Il materiale
Dab rig, e-rig e temperatura: perché il calore conta.
Nel dabbing la temperatura del chiodo è la variabile che sfugge di più. Con un dab rig classico il chiodo viene scaldato e poi lasciato raffreddare a occhio; con un e-rig la temperatura è impostata e mantenuta. È uno dei motivi per cui i consumatori parlano di «low temp dab», a bassa temperatura, per preservare gli aromi.
Non si tratta solo di gusto. Uno studio della Portland State University pubblicato su ACS Omega nel 2017 ha riprodotto in laboratorio le condizioni di un dab reale: dai terpeni presenti negli estratti si sono formati metacroleina e benzene, insieme ad altri composti preoccupanti per la salute. Gli autori hanno sottolineato che la difficoltà di controllare la temperatura del chiodo espone i consumatori a queste sostanze.
- Il chiodo (nail o banger): la superficie che vaporizza il concentrato, il punto più caldo del sistema.
- Il carb cap: un coperchio che trattiene il vapore sopra il chiodo.
- Il dabber: lo strumento in metallo o vetro con cui si preleva il concentrato.
- La torcia o la resistenza: la fonte di calore, a fiamma per il dab rig, elettrica per l'e-rig.
Se vuoi evitare la combustione con le resine, la vaporizzazione classica è un'altra strada: abbiamo raccolto i punti chiave in svapare i cannabinoidi in modo consapevole.
Cosa dicono le fonti
Concentrazioni, solventi, ustioni: i dati.
Sui concentrati circolano molte cifre a effetto. Ecco quelle che arrivano da fonti istituzionali o da riviste scientifiche, con l'anno. Riferimenti completi a fondo pagina.
Relazione al Parlamento · 2025
In Italia il THC medio dei prodotti a base di resina sul mercato dello spaccio ha raggiunto il 29-30%, contro il 13-14% di foglie e infiorescenze. Alcuni estratti sequestrati superano il 95%, in forma di polveri, gel pastosi (shatter, BHO) o liquidi da sigaretta elettronica.
Cureus · 2017
L'editoriale riporta un'analisi di 57 concentrati: in 56 il THC massimo andava dal 23,7% al 75,9%, e oltre l'80% dei campioni era contaminato da solventi o pesticidi. Descrive anche casi clinici di giovani tra 17 e 26 anni ricoverati dopo un dab.
Journal of Medical Toxicology · 2015
Il BHO può contenere fino al 90% di THC. Nel centro ustioni dell'Università del Colorado sono stati ricoverati 29 casi di ustioni legate alla sua produzione tra gennaio 2008 e agosto 2014; sei pazienti hanno dovuto essere intubati.
ACS Omega · 2017
Riproducendo un dab reale, i ricercatori hanno osservato la formazione di metacroleina, benzene e altri prodotti di degradazione dei terpeni.
Questi numeri vanno letti per quello che sono: misure su campioni sequestrati o analizzati, non la composizione di ogni prodotto. Ma raccontano una tendenza chiara. Un fiore al 13-14% e un estratto oltre il 90% non sono la stessa sostanza a dosi diverse: sono esperienze di un altro ordine di grandezza.
Riduzione dei rischi
I rischi dei concentrati: la dose prima di tutto.
Il primo rischio è aritmetico. Un dab concentra in pochi milligrammi quello che un fiore distribuisce su un intero spinello. Gli autori dell'editoriale di Cureus ritengono che sia proprio il livello di THC, più ancora dei contaminanti, a pesare sulla tossicità dei casi descritti, e chiedono ricerche sulla dose tossica nell'uomo.
- Solventi residui: un estratto al butano mal spurgato può trattenerne tracce, come mostrano i campioni contaminati citati sopra.
- Produzione domestica: il butano è un gas molto infiammabile; lo studio del Colorado documenta ustioni gravi. Non tentare mai un'estrazione in casa.
- Temperatura: un chiodo troppo caldo genera composti di degradazione indesiderati.
- Tolleranza: un uso ripetuto di prodotti molto carichi sposta l'asticella in fretta. Ne parliamo in molecole potenti e sessioni sotto controllo.
Regole che non cambiano: prodotti riservati ai maggiorenni, si parte basso e si aspetta, e mai al volante dopo aver consumato un prodotto psicoattivo.
Il quadro legale
Concentrati e legge in Italia: cosa prevede nel 2026.
In Italia un concentrato di cannabis al THC è uno stupefacente: rientra nel Testo unico sugli stupefacenti, il DPR 309/1990, che punisce produzione, cessione e commercio e prevede sanzioni anche per la detenzione a uso personale. Il nome del prodotto (wax, shatter, rosin) non cambia niente. La novità degli ultimi anni riguarda invece la canapa industriale.
2016
La legge 242/2016 promuove la filiera della canapa: varietà certificate coltivabili senza autorizzazione con THC fino allo 0,2%, nessuna responsabilità per l'agricoltore tra 0,2% e 0,6%.
30 maggio 2019
Le Sezioni Unite penali della Cassazione (sentenza n. 30475) stabiliscono che la vendita di foglie, infiorescenze, olio e resina non rientra nella legge 242/2016 e costituisce reato, salvo che i prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante.
11 aprile 2025
Il decreto-legge n. 48 («decreto sicurezza»), convertito dalla legge n. 80 del 9 giugno 2025, vieta con l'art. 18 importazione, cessione, lavorazione e commercio delle infiorescenze di canapa e dei prodotti derivati, «compresi gli estratti, le resine e gli oli», con le sanzioni del titolo VIII del DPR 309/1990.
Ottobre-dicembre 2025
Il Consiglio di Stato rinvia alla Corte di giustizia UE una questione sulla disciplina della canapa (ordinanza del 2 ottobre 2025); il 2 dicembre 2025 il gip di Brindisi solleva una questione di legittimità costituzionale sull'art. 18.
Risultato: a ottobre 2026 lo status degli estratti e delle resine di canapa in Italia è contestato e in evoluzione. Una questione sollevata davanti alla Corte costituzionale non sospende la legge in generale: finché non c'è una decisione, l'art. 18 resta il testo di riferimento. Prima di acquistare qualsiasi prodotto derivato dalla canapa, verifica le regole aggiornate del tuo Paese.
Da Golden High
Dove si collocano le nostre resine Delta-P.
Diciamolo chiaramente: non vendiamo concentrati da dab, né wax, né shatter, né live resin. Le nostre resine sono prodotti della gamma Delta-P, a base di CBDX, sotto lo 0,3% di THC, analizzati in laboratorio e spediti dalla Francia. Riprendono lo stile di un hashish, non la composizione di un estratto al THC. Il funzionamento è spiegato nella guida al Delta-P.
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Le vostre domande
Le domande che ci fate sui concentrati.
Cosa sono i concentrati di cannabis?
Sono estratti che separano la resina della pianta dalla materia vegetale e ne concentrano i cannabinoidi: wax, shatter, budder, live resin, rosin. In Italia sono stati sequestrati estratti oltre il 95% di THC.
Cosa significa dab in italiano?
Nel gergo della cannabis, un dab è una piccola dose di concentrato vaporizzata su una superficie rovente. In italiano la sigla DAB indica anche la radio digitale, che non ha niente a che vedere.
Cosa vuol dire dabbing?
È il gesto di vaporizzare un concentrato su un chiodo molto caldo, di solito con un dab rig o un e-rig, per inalarne il vapore. Concentra in un'unica presa una dose elevata di cannabinoidi.
Che differenza c'è tra dab rig e bong?
Il bong brucia materia vegetale in un braciere. Il dab rig, più piccolo, ha al posto del braciere un chiodo in quarzo, titanio o ceramica che vaporizza un concentrato.
Cos'è lo shatter?
Un estratto ottenuto con un solvente, spesso butano, che si presenta come una lastra traslucida e fragile, simile al vetro. In Italia la Relazione al Parlamento 2025 lo cita tra gli estratti ad alta potenza sequestrati.
Che differenza c'è tra wax e shatter?
Spesso sono lo stesso tipo di estratto con solvente: lo shatter è duro e vetroso, il wax morbido e appiccicoso. La consistenza si decide nelle ultime fasi della lavorazione.
I concentrati di cannabis sono legali in Italia?
Se contengono THC sono stupefacenti ai sensi del DPR 309/1990. Dal 2025 l'art. 18 del decreto sicurezza vieta anche estratti e resine di infiorescenze di canapa; la norma è contestata davanti ai giudici.
Le resine Golden High sono concentrati da dab?
No. Sono resine della gamma Delta-P, a base di CBDX, sotto lo 0,3% di THC e analizzate in laboratorio. Riprendono lo stile di un hashish, non sono wax né shatter.
Fonti
I riferimenti citati in questo articolo.
- Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze (2025). Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2025.
- Normattiva (2025). Decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, art. 18 (Modifiche alla legge 2 dicembre 2016, n. 242).
- Camera dei deputati (2025). Il settore della canapa, aggiornamento del 9 dicembre 2025.
- Cureus (2017). To Dab or Not to Dab: Rising Concerns Regarding the Toxicity of Cannabis Concentrates.
- Journal of Medical Toxicology (2015). Butane Hash Oil Burns Associated with Marijuana Liberalization in Colorado.
- ACS Omega (2017). Toxicant Formation in Dabbing: The Terpene Story.
- Cannabis Tech. The Different Types of Cannabis Concentrates Explained (in inglese).
Per approfondire












