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Charas: l'hashish dell'Himalaya strofinato a mano

Charas: l'hashish dell'Himalaya strofinato a mano

A cura della redazione Golden HighAggiornato il 29 ottobre 20268 min di lettura

Resine del mondo

Il charas è un hashish dell'Himalaya prodotto strofinando tra i palmi le infiorescenze di cannabis ancora vive, direttamente sulla pianta: la resina si attacca alle mani, poi viene arrotolata in palline o bastoncini. È questo gesto, e non la setacciatura di piante secche, a distinguerlo dall'hashish del Marocco o dell'Afghanistan. Ecco da dove viene, come si fa, cosa gli dà la sua consistenza e perché occupa un posto speciale nella storia dell'hashish.

≈ 5 gdi charas di alta qualità per giornata di strofinatura
2.652 maltitudine del villaggio di Malana
1985l'India vieta il charas (legge NDPS)
60 tstima annua, Himachal Pradesh
Consistenza soft

Olivette Delta-P 35 %

Una resina morbida e malleabile, bruno dorata, con note speziate e di frutti rossi su un fondo terroso.

A partire da52,90 €Vedi il prodotto →
Lato oscuro

Black Hasch Delta-P

Una resina nera dal cuore ambrato, morbida, dal profilo legnoso, terroso e speziato, nello spirito dell'hashish tradizionale.

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La definizione

Il charas, un hashish da pianta viva.

In India e in Nepal la parola charas indica la resina di cannabis. Ma soprattutto rimanda a un metodo preciso. Al momento del raccolto, il coltivatore prende le cime fiorite ancora attaccate alla pianta e le fa rotolare tra i palmi. Le ghiandole resinose, i tricomi, si rompono e lasciano sulla pelle una pellicola appiccicosa che si scurisce a ogni passaggio. Poi la si raschia e la si pressa a mano.

L'enciclopedia riassume la differenza in una frase: l'hashish classico si fa con piante morte, essiccate, mentre il charas si fa con piante vive. Tutto il resto viene da lì, dalla consistenza al gusto.

  • Materia prima: infiorescenze fresche, sulla pianta, niente materiale essiccato.
  • Strumento: le mani, senza setaccio né macchine.
  • Forma: palline, bastoncini o panetti pressati a mano.
  • Regioni: l'Himalaya indiano, soprattutto l'Himachal Pradesh, e storicamente il Nepal.

Se stai scoprendo il mondo delle resine, parti dal nostro articolo di base: l'hashish, cos'è. Spiega da dove viene la resina e come si separa dalla pianta.

Charas indiano

Il charas indiano: la valle di Parvati.

La cannabis cresce allo stato selvatico lungo l'Himalaya, nel nord dell'India, considerato una delle sue regioni d'origine. Il charas più rinomato viene dallo Stato dell'Himachal Pradesh, e in particolare dalla valle di Parvati, nel distretto di Kullu, intorno a Kasol, Rasol e Malana. Anche il Kashmir e il Nepal vantano una lunga tradizione produttiva.

Malana
Villaggio arroccato a 2.652 m in una valle laterale del Parvati, celebre per la «Malana Cream».
Kasol
Paese della valle diventato una tappa per viaggiatori zaino in spalla, noto per la sua scena festaiola.
Himachal Pradesh
Circa 60 tonnellate di hashish all'anno secondo le stime ufficiali citate dal geografo Pierre-Arnaud Chouvy.
Superficie
Circa 2.100 ettari coltivati ogni anno nella sola valle di Parvati, secondo la stessa fonte.

Malana è un caso a parte. Il villaggio è governato da un consiglio legato alla sua divinità, Jamlu, e per tradizione vieta ai visitatori di toccare i suoi abitanti, le case o i templi, pena una multa. La sua economia si è a lungo basata sulla canapa: corde, cesti, sandali e una resina che, con il nome di Malana Cream, è diventata uno degli hashish più famosi al mondo.

Il geografo Pierre-Arnaud Chouvy osserva che la Malana Cream «non è più quella di una volta»: la produzione su larga scala ha avuto la meglio sulla qualità.

Cosa dicono le fonti

Strofinare a mano: poca resina, tanto tempo.

La strofinatura è una tecnica lenta e poco produttiva. È questo a rendere raro il buon charas, e spiega anche le enormi differenze di qualità da una pallina all'altra. Ecco i riferimenti più solidi.

P.-A. Chouvy · Cannabis Now, 2016

A un raccoglitore attento serve una giornata intera per produrre mezza tola, cioè circa 5 grammi, del miglior charas, oppure 10 grammi di un charas di buona qualità. Una giornata di strofinatura rapida e decisa può rendere fino a 50 grammi, ma di qualità mediocre, carichi di residui vegetali.

P.-A. Chouvy · Cannabis Now, 2016

Nella valle di Parvati, già nel 1994, oltre tre quarti della produzione provenivano da cannabis coltivata anziché da piante selvatiche: il charas era diventato una produzione agricola a tutti gli effetti.

Indian Hemp Drugs Commission · 1893-1894

Questa grande indagine del governo dell'India britannica studia ganja, bhang e charas. All'epoca il charas si vende legalmente, anche in negozi autorizzati dallo Stato.

Legge NDPS · India, 1985

La legge indiana definisce il charas come la resina separata, in qualunque forma, grezza o purificata, ottenuta dalla pianta di cannabis. Ne vieta la produzione e la vendita.

La conclusione è semplice: il nome «charas» non garantisce nulla. Tra una pallina strofinata con cura e una prodotta in serie, la differenza di purezza è enorme. Riferimenti a fondo pagina.

A confronto con l'hashish setacciato

Charas o hashish setacciato: due mondi.

La maggior parte dell'hashish del mondo, dal Marocco al Libano fino all'Afghanistan, si ottiene da piante raccolte ed essiccate, di cui si separano i tricomi con la setacciatura prima di pressarli. Il charas salta sia l'essiccazione sia il setaccio.

CharasHashish setacciato
PiantaViva, ancora in campoRaccolta ed essiccata
SeparazioneStrofinatura tra i palmiBattitura e setacciatura della pianta secca
Consistenza tipicaMorbida, appiccicosa, grassa al tattoDa friabile a compatta a seconda della pressatura
ColoreDa bruno scuro a neroDal biondo al bruno
ResaBassissima, pochi grammi al giornoPiù alta, lavoro su grandi volumi
EsempiParvati, Malana, NepalMarocco (Ketama), Libano, Afghanistan

Per il versante marocchino, leggi il nostro articolo sull'hashish di Ketama. E se ti interessano i metodi moderni senza solventi, il rosin si basa su un altro principio: calore e pressione.

Le consistenze e i colori indicati sono tendenze generali: variano in base alla pianta, all'umidità, alla pressatura e alla conservazione.

Charas hashish

Perché il charas è così morbido.

Poiché nasce da piante fresche, il charas conserva parte degli oli e dell'umidità del fiore vivo. Si presenta spesso in palline o bastoncini morbidi, che si lavorano tra le dita. Per lo stesso motivo si conserva peggio: esposto all'aria e al calore, si indurisce e perde i suoi aromi.

  • Alla vista: una superficie scura, spesso lucida.
  • Al tatto: malleabile, leggermente appiccicoso, si scalda in fretta nella mano.
  • All'olfatto: un profilo che dipende dalla pianta d'origine, spesso descritto come terroso e speziato.
  • Campanelli d'allarme: una consistenza granulosa o fibre visibili indicano una strofinatura frettolosa, piena di residui.

È proprio questo tipo di consistenza, morbida e densa, che cercano molti appassionati di resina in Francia. Le nostre resine Delta-P non sono charas, ma alcune giocano nello stesso registro, come l'Olivette Delta-P 35 %, morbida e speziata.

Storia del charas

Dal rito shivaita al proibizionismo.

Il charas è usato da secoli nel subcontinente indiano, a scopo medicinale e religioso. Occupa un posto importante in alcune correnti dell'induismo, in particolare tra gli shivaiti, e viene ancora fumato dai sadhu. Il suo status legale, invece, si è ribaltato nel giro di pochi decenni.

1893-1894

L'Indian Hemp Drugs Commission studia la cannabis nell'India britannica. Il charas è allora venduto legalmente, anche in negozi autorizzati dallo Stato.

1961

La Convenzione unica sugli stupefacenti classifica la cannabis e la sua resina. L'India ottiene 25 anni di tempo per eliminare gli usi non medici.

1973

In Nepal, le licenze dei negozi di cannabis di Kathmandu vengono revocate sotto la pressione internazionale.

1976

Il Nepal adotta una legge che vieta coltivazione, vendita e consumo di cannabis, charas compreso.

14 novembre 1985

Entra in vigore la legge indiana NDPS: produzione e vendita di charas e ganja diventano illegali. Il bhang, preparato con le foglie, resta tollerato.

Nel frattempo, gli anni Sessanta e Settanta hanno trasformato il charas in un mito occidentale: la «rotta degli hippie» portava giovani viaggiatori occidentali fino a Kathmandu, dove la resina nepalese si vendeva legalmente. Il charas è così diventato famoso ben oltre l'Asia, e la domanda ne ha cambiato la produzione.

E in Francia? Il charas contiene THC: in Francia è uno stupefacente, qualunque sia la sua provenienza o il metodo di produzione. In Francia sono tollerati solo i prodotti di canapa sotto lo 0,3% di THC.

Da Golden High

Lo spirito del charas in versione Delta-P.

Non vendiamo charas. Le nostre resine sono prodotti Delta-P, a base di CBDX, sotto lo 0,3% di THC e analizzati in laboratorio. Però, se ami le consistenze morbide e i profili scuri, due referenze ci si avvicinano per carattere.

Olivette Delta-P 35 %

Resina morbida e malleabile, bruno dorata, facile da sbriciolare. Bouquet speziato e di frutti rossi su una base terrosa.

Black Hasch Delta-P

Resina nera dal cuore ambrato, morbida e leggermente lucida. Profilo legnoso, terroso e speziato, con una discreta nota dolce.

La Black Hasch Delta-P e l'Olivette si trovano insieme a tutte le nostre altre resine nella collezione hashish Delta-P. Come sempre: solo maggiorenni, una piccola quantità per cominciare e mai prima di metterti alla guida.

Le vostre domande

Le domande che ci fate sul charas.

Che cos'è il charas?

Il charas è un hashish dell'Himalaya ottenuto strofinando tra le mani le infiorescenze di cannabis ancora vive. La resina che si attacca ai palmi viene raschiata e poi pressata in palline o bastoncini.

Qual è la differenza tra charas e hashish?

L'hashish classico è fatto di tricomi setacciati da piante essiccate. Il charas viene da piante vive, strofinate a mano, senza setaccio. In genere è più morbido e più grasso.

Come si produce il charas?

Al momento del raccolto, le infiorescenze sulla pianta vengono fatte rotolare tra i palmi. La resina si accumula sulla pelle, poi la si raschia e la si pressa a mano. Un raccoglitore attento ottiene circa 5 grammi di charas di alta qualità al giorno.

Che cos'è la Malana Cream?

È il nome del charas prodotto intorno a Malana, un villaggio a 2.652 metri in una valle laterale del Parvati, nell'Himachal Pradesh. A lungo è stato considerato uno dei migliori hashish al mondo.

Il charas è legale in India?

No. La legge NDPS, in vigore dal 14 novembre 1985, vieta la produzione e la vendita di charas in India. Solo il bhang, a base di foglie, resta tollerato.

Dove si trova il charas?

Nell'Himalaya indiano, soprattutto nell'Himachal Pradesh (valle di Parvati, Kasol, Malana), in Kashmir e storicamente in Nepal. In Francia il charas contiene THC e resta uno stupefacente.

Perché il charas è così morbido?

Perché è fatto con piante fresche, che conservano oli e umidità. Se conservato male, si indurisce e perde i suoi aromi.

Fonti

I riferimenti citati in questo articolo.

  1. Chouvy P.-A. (2016). Himalayan Highs: The Art of Hand Rubbing Hashish, Cannabis Now.
  2. Wikipedia. Charas.
  3. Wikipedia. Narcotic Drugs and Psychotropic Substances Act, 1985.
  4. Wikipedia. Cannabis in India.
  5. Wikipedia. Cannabis in Nepal.
  6. Wikipedia. Malana, Himachal Pradesh; Parvati Valley.
Tutto sul Delta-P: la guida completa →